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Luigi Salvoldi: «Tornerò, eccome se tornerò!» PDF Stampa E-mail
SiraNews - Interviste e Opinioni
Scritto da Antonio Fazzina   
Lunedì 04 Novembre 2013 12:43

La barba è sempre lunga. E l'abbronzatura è tale da "giustificare" il duro lavoro sotto il sole africano. «La barba mi protegge dalle zanzare», dice Luigi Salvoldi, che ha trascorso due giorni in città ed è subito ripartito per il continente nero. Il lavoro in cantiere lo aspetta ma il presidente dell'Us Siracusa, prima di risalire sull'aereo, si è fermato a parlare di calcio. Presidente, il calcio siracusano è ripartito. Ma non è ancora decollato. «Ma non certo per colpa della nuova società. Anche se da lontano, seguo sempre le vicende sportive della nostra città. E non è cambiato nulla. C'è un nuovo presidente che è un "pazzo" come lo è stato il sottoscritto, perché ha deciso di investire, spendere il suo tempo, toglierlo alla famiglia e il risultato qual è? Che la gente gli volta le spalle per tanti motivi. Ma cosa si dovrebbe fare se si resta soli, se la politica non asseconda mai, se la città non risponde e resta inerte? Una persona da sola può arrivare fino a un certo punto». Quindi Salvoldi in Cutrufo rivede... Salvoldi. Almeno quello dei primi tempi. «Ma anche degli ultimi. Perché poi mi sono spinto oltre e solo per colpa di una fideiussione adesso stiamo parlando di qualcosa che sarebbe potuta essere e non è stata. Ma la città che fa? Anziché sostenere Cutrufo, critica. E poi critica e critica ancora. C'è una nuova società. Ci sono persone per bene perché, oltre a Cutrufo, c'è Liuzzo a cui dovrebbero fare una statua d'oro per la disponibilità e il tempo che dedica; e invece si punta sempre il dito e si pretende. Sento l'amministrazione comunale che dice che non ci sono soldi. Ma la bravura di un sindaco sta proprio nel trovare queste risorse e impiegarle». Insomma un Salvoldi che non ha peli sulla lingua. Come sempre. E allora ci dica di questo suo interesse, assieme a Mauceri, per il Noto. «Ci sono stati dei contatti. E si poteva chiudere la trattativa ma la cosa è tramontata. Ora pensiamo al lavoro che è la cosa più importante. In futuro... ». In futuro? «Quando gli amministratori dei condomini dove ci sono ancora le scritte "Salvoldi vattene" mi chiameranno per dirmi che hanno ripulito tutto, allora tornerò». Sorride, vorrebbe dire ancora tante cose e ci lascia con una promessa. «Tornerò, eccome se tornerò».

Intervista realizzata da Manuel Bisceglie per il Giornale La Sicilia

 
 

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